Questo è il quarto anno consecutivo di test per il nostro tender Selva 320 VIB a chiglia pneumatica, che ha trascorso l’inverno, come al solito, sotto il ponte della nostra barca-laboratorio senza che nessuno si sia preoccupato di pulirlo o di ripiegarlo con troppa cura: lo facciamo apposta, vogliamo sempre stressarlo al massimo, in modo che il nostro test sia il più veritiero possibile.
L’anno scorso lo abbiamo portato con noi nella ‘Crociera delle 1000 miglia nel Mar Tirreno’, ed è stato davvero indispensabile considerando che abbiamo praticamente passato tutto il tempo all’ancora, vi ricordate?
Quest’anno abbiamo percorso altri 900 miglia nautiche circa sulle sue spalle tra la Sardegna e la Corsica, per lo più lasciandolo al traino della barca, in modo da sfruttare appieno l’effetto di ricarica a impatto zero del motore Epropulsion Spirit 1.0 Evo.
Ecco come è andata.
Varare il tender Selva a chiglia pneumatica
Lo togliamo dal ponte e mi torna in mente come lo avevamo riposto: male. È ancora pieno di sale, dato che non lo avevamo sciacquato apposta, il che ha avuto un impatto sul suo colore, che ovviamente non è più quel bianco brillante di qualche anno fa, e ci sono diverse pieghe causate dal fatto che lo avevamo piegato e ripiegato in non più di 10 minuti senza prestare troppa attenzione alla forma.
Si gonfia rapidamente, le pieghe scompaiono e presto attenzione a tutti i dettagli per vedere se ci sono danni da deterioramento. I tubolari si riempiono ancora in modo uniforme, ma non avevo dubbi al riguardo, quindi mi concentro sulle parti più delicate, ovvero le valvole, che sono l’area in cui potrebbero verificarsi la maggior parte delle perdite d’aria, ma niente: è gonfio, stabile e pronto.
Certo, ha bisogno di una pulita e dopo un lavaggio con un prodotto speciale rimuoviamo il sale accumulato e le varie incrostazioni: anche qui sono particolarmente attento, ma la qualità del Selva 320 VIB è molto buona e, a parte gli ovvi e sintomatici ‘segni del tempo’, non noto a prima vista alcun problema che possa comprometterne la tenuta o la stabilità.
Ma guardo nel dettaglio e controllo le giunture, passo le dita sull’intera carena a V, cercando diligentemente qualche bolla d’aria, poi mi dedico ai tientibene, agli attacchi di traino e alle piastre di supporto del motore, ma niente: è un combattente solido e posso sorridere perché penso che se l’è cavata bene anche quest’anno. Ma ora è il momento di vararlo.
Quest’anno lo issiamo un po’ a bordo, anche in condizioni di vento e mare mosso cercheremo di lasciarlo in acqua il più possibile: è ormai al suo quarto anno di test e so già che non mi deluderà.
Test Selva 320 VIB
La cima di ritenuta è saldamente fissata alla galloccia di poppa della nostra barca-laboratorio e ci segue ovunque.
I suoi tubolari sono molto solidi, tutta la qualità Selva che conosciamo così bene è visibile, ma allo stesso tempo la struttura è molto leggera, come si conviene a un tender. Le sue dimensioni sono sufficienti per le nostre esigenze: 3,20 m di lunghezza per 1,53 m di larghezza, per una superficie calpestabile di 1,41 metri quadrati, dove possiamo ospitare quattro persone senza problemi.
Lo usiamo molto.
A volte per andare a prendere qualche ospite che viene a trovarci in barca, a volte per fare piccole o grandi commissioni, in barca siamo in media da 4 a 6 persone, quindi c’è sempre qualcosa da andare a terra a fare scorta o a recuperare qualcosa, o semplicemente per sbarcare la sera e andare in qualche ristorantino.

Tra notti all’ancora, mare mosso, tempo passato a lavorare ma anche, e soprattutto, il piacere di navigare, gli abbiamo fatto fare altre 900 miglia, ma non sembra averle sentite affatto e anzi colgo una nota di tristezza mentre andiamo a riporlo. Tutti se ne accorgono: questo è uno di quei gesti che segnano la fine della stagione e quindi la malinconia è sempre un po’ nell’aria.
Anche quest’anno, nessun trattamento di favore per il tender Selva 320 VIB a chiglia pneumatica. Non lo sciacquiamo nemmeno, non stringiamo nodi e legami, e lo riponiamo in coperta. Rimarrà lì per tutto l’inverno, in attesa della prossima stagione, e mentre lo saluto con la consueta pacca di ringraziamento, ho già la sensazione di sapere che nemmeno un altro anno intaccherà questo mio solido e insostituibile amico.
Certo, vi farò sapere…
Test pubblicati in precedenza
Luglio 2019: Selva 320 VIB e Selva Guppy 2.5: un duo tender-fuoribordo rivoluzionario. Il test inizia
Agosto 2021: Selva 320 VIB dopo 3 anni di test: si dimostra indistruttibile
