Ammettiamolo, la Rio Yachts
Daytona 34 è la barca del momento. Dopo il suo grande successo al Salone Nautico di Genova dell’anno scorso, le vendite sono state rapide e tutte le barche disponibili per la stagione sono state vendute in un batter d’occhio.
Bella, aggressiva e sorprendentemente spaziosa, questa imbarcazione riesce a riprodurre tutte le caratteristiche di imbarcazioni molto più grandi, pur rimanendo entro i limiti che ne consentono la considerazione come imbarcazione esente da immatricolazione.
Ma come si comporterà realmente in mare?

Ben 120 miglia che, con le condizioni meteo-marine che abbiamo trovato, sono diventate in realtà 140.
È stato un test molto duro, con un forte maestrale e onde alte. Scopriamo com’è andata.
150 miglia a bordo della nuova Rio Yachts Daytona 34
È mattina presto quando arriviamo al porto di Piombino. Il travel lift sta calando il Daytona 34 e colgo l’occasione per osservare le linee dello scafo. La V a prua è accentuata e il deadrise è pronunciato. È una scelta che condivido pienamente e che dovrebbe garantire una tenuta di mare superiore alla media, soprattutto nelle condizioni del mare che stiamo per affrontare.
Il primo tratto ci porterà lungo la costa dell’Elba, lasciando Giglio e Montecristo sulla sinistra. Qui troveremo sicuramente un mare forte, che si attenuerà gradualmente man mano che ci

Mediterraneo quando il Maestrale soffia a oltre 30 nodi, come è successo oggi.
Saliamo a bordo e posiamo la nostra attrezzatura fotografica dove non possa cadere e danneggiarsi, poi lasciamo il porto con i due mercury Verado 300 al minimo. Basta sporgere il naso fuori dal porto per rendersi conto che ci aspetta una bella sorpresa, l’onda è alta e molto forte. Spingiamo le manette in avanti e, a circa 13 nodi, il Daytona 34 entra facilmente in planata.

La nostra imbarcazione si comporta molto bene. Certo, saltiamo da un’onda all’altra, il che è inevitabile a questa velocità, ma gli atterraggi sono sempre morbidi, controllati e facili da gestire. La cosa più sorprendente è la capacità di questa imbarcazione di non bagnarsi, non entrano spruzzi nemmeno negli atterraggi più duri.

Riduciamo la velocità a circa 22 nodi e, con rinnovato stupore, osservo il Daytona 34 affrontare queste montagne d’acqua da un’altezza di due metri con relativa facilità. Procediamo a buon ritmo e in un paio d’ore siamo vicini alla costa e possiamo accelerare di nuovo a circa 30 nodi.
Ci alterniamo ai comandi e colgo l’occasione per scendere sottocoperta. Fortunatamente l’attrezzatura è ancora intatta e, ennesima sorpresa, non sento alcuno scricchiolio, eppure stiamo andando veloci e il mare non è certo una tavola. Ottima qualità costruttiva!
Ritorno su giusto in tempo per godermi il panorama che cambia mentre passiamo (velocemente) tra la terraferma e le isole Cerbicali e poi, in un lampo, vedo il Maestrale arrivare sull’acqua e tutto cambia.
All’improvviso, arriva un vento a 30/35 nodi e l’acqua si polverizza sulla superficie del mare. Rallentiamo a 20 nodi e navighiamo dolcemente lungo la costa fino al Golfo di Santa Manza, dove quel piccolo feetch di 3 miglia solleva onde di un metro che, corte e ripide, sottopongono il nostro eroico Daytona 34 a un “effetto lavatrice” che avremmo volentieri evitato.
Tuttavia, 
Il Daytona, invece, naviga molto bene, con flap e trim del fuoribordo tutti abbassati, la prua bassa sull’acqua, riesce a planare a 12-13 nodi con un’impressionante stabilità di rotta mentre noi, d’altra parte, facciamo davvero fatica a tenere gli occhi aperti, la quantità di acqua polverizzata che ci arriva addosso è notevole.
Così, optiamo per una tattica che uso da diversi anni per superare questo tratto di mare quando è così agitato come oggi. Navigheremo lungo le isole il più possibile, facendo i tratti senza il mare di poppa. Ed è esattamente quello che facciamo, lasciando

Qui, inevitabilmente, non appena la virata è terminata, le bocche scatenano tutta la loro furia su di noi.
Rallentiamo mentre onde di tre metri raggiungono la nostra poppa. Qui giochiamo con l’acceleratore per rimanere nel cavo, navigando alla stessa velocità dell’onda e timonando per rimanere in rotta e soprattutto in linea con l’onda, non dobbiamo assolutamente permettere all’imbarcazione di attraversare.
Ma il Daytona 34 ci sorprende ancora una volta, dimostrando grande reattività e manovrabilità; navigare in sincronia con queste montagne d’acqua non è difficile con questa imbarcazione.
Affrontiamo quindi le 6 miglia di mare agitato che ci separano dalla successiva zona riparata. Quaranta minuti di passione, durante i quali la grande attenzione iniziale lascia il posto a una graduale euforia che, probabilmente stimolata dalla fiducia infusa da questo magnifico open, dipinge i nostri volti con un sorriso progressivamente più grande.
Poi, quando raggiungiamo il riparo di Santa Maria, tutto scompare e, anche se mancano ancora 15 miglia per superare le bocche, tutto torna alla normalità a bordo mentre il nostro Daytona inizia a planare imperterrito a 25 nodi, al riparo dell’arcipelago de La Maddalena, probabilmente il più bello del mondo.
Percorriamo le 
I 40 nodi a prua sembrano ormai normali, la Daytona 34 li affronta con disinvoltura e, ancora una volta molto velocemente, mi ritrovo a sbarcare e ad ammirare da lontano la silhouette dell’ultima creazione di Rio Yachts mentre si allontana.
Prendo il mio taccuino prima di partire e scrivo velocemente queste poche parole: “Che barca, ragazzi, che barca…”
Prestazioni della Rio Yachts Daytona 34
| RPM | Velocità in nodi | Consumo di carburante in l/h | L/Nm |
| 600 | 2.8 | 2.9 | 1.0 |
| 1,000 | 4.8 | 5.5 | 1.1 |
| 1,500 | 6.4 | 8.9 | 1.4 |
| 2,000 | 8 | 15.6 | 2.0 |
| 2,500 | 9 | 22.0 | 2.4 |
| 3,000 | 11 | 30.0 | 2.7 |
| 3,500 | 16 | 40.0 | 2.5 |
| 4,000 | 25.5 | 46.0 | 1.8 |
| 4,500 | 32 | 65.0 | 2.0 |
| 5,000 | 36.5 | 81.0 | 2.2 |
| 5,500 | 40 | 86.0 | 2.2 |
| 5,650 | 41.2 | 92.0 | 2.2 |
Daytona 34: Esterni e Interni
Se pensate che siano solo le prestazioni ad averci impressionato, vi sbagliate di grosso. Gli interni e gli esterni di questa imbarcazione sono un altro capolavoro di ingegneria nautica. 
Qui, il prendisole si espande in modo esagerato per la gioia di chi non sa rinunciare a prendere il sole.
Daytona 34 è, infatti, un walkaround a tutti gli effetti, valorizzato dal pavimento in teak sintetico antiscivolo (disponibile anche in legno, ovviamente) che rende morbido e delicato ogni singolo passo sul ponte.
A sinistra del pozzetto, che è piuttosto compatto e ha anche un cruscotto protettivo
oltre a un pannello di controllo agile e intuitivo, si trova la discesa nel ponte inferiore, dove il Daytona non smette mai di dare il meglio di sé in termini di spazio e comfort.
La cabina armatoriale, situata a prua e dominata al centro da un letto matrimoniale king-size, non è solo ampia e profonda in altezza, ma è anche incredibilmente luminosa grazie alle lunghe finestre laterali. Il bagno, sul lato di dritta, comprende un box doccia separato mentre a poppa, dietro la scala di accesso, la cabina VIP ospita altri due posti letto di dimensioni generose.
Il tutto in un ambiente curato ed elegante, dove ogni dettaglio è al suo posto e le finiture sono pregiate.
Ma la cosa migliore è che non ci saranno mai due Daytona uguali. La personalizzazione è estrema, quindi l’imbarcazione può essere personalizzata a piacimento, con diversi colori e materiali per gli interni e un’enorme scelta di colori per lo scafo, dai più tenui ai più audaci. È un’imbarcazione che certamente non passa inosservata, quella su cui abbiamo percorso 150 miglia.
Specifiche tecniche
| Lunghezza fuori tutto | 10.50 m |
| Larghezza | 3.50 m |
| Pescaggio | 0.56 m |
| Capacità passeggeri | 12 |
| Capacità carburante | 920 l |
| Cuccette | 2+2 |
| Categoria CE | B |
| Progettista | Marino Alfani |
| Motori | 2 x Mercruiser Verado 300 hp o w x Mercruiser Verado 250 hp |
| Carburante | Benzina |







