È difficile pensare a Neo Yachts senza riconoscere immediatamente l’impronta di
Paolo Semeraro. In quanto velista professionista di lunga data, ha un’eccezionale esperienza di vittorie in regata, ricca di successi memorabili, come quello in classe 2 durante la Rolex Middle Sea Race 2014 a bordo del suo Neo 400.
Come per le sue vele, le sue barche hanno ridefinito il concetto stesso di “racer-cruiser”, consentendo a un numero maggiore di diportisti di ottenere prestazioni che un tempo erano una prerogativa esclusiva dei racer puri.
Forse per questo motivo, mentre macino miglia per raggiungere il Neo 430 Roma – l’evoluzione del leggendario 400 – non posso fare a meno di alzare inconsciamente l’asticella delle mie aspettative.
Neo 430 Roma
Come tutti gli altri yacht Neo, il 430 Roma presenta una costruzione interamente in carbonio, come richiesto dal suo proprietario, un velista australiano a cui piace correre, ma a cui forse (e fortunatamente) non piace più il design (se così si può chiamare) delle “macchine da guerra” dei Kiwi.
Il Neo 430 Roma, invece, mi conquista al primo sguardo. E non solo per la sua prua a forma di scimitarra per il bompresso della quale l’attributo “aggressivo” sarebbe un eufemismo, ma per il suo design complessivo, che inspiegabilmente riesce a essere sportivo ed elegante allo stesso tempo, indubbiamente insolito per una barca a vela di questa categoria.
Il pozzetto è un capolavoro di ergonomia e razionalizzazione, sia in termini di spazi che di attrezzatura. Tutto è al posto giusto, esattamente dove dovrebbe essere. Il piano di coperta è progettato sia per un equipaggio, che beneficia di una circolazione ordinata durante le regate, sia per l’armatore che, durante la crociera, può raggiungere facilmente tutte le attrezzature essenziali senza muoversi dal timone.
Tuttavia, queste considerazioni possono essere riferite solo al modello in prova perché, grazie all’approccio “su misura” utilizzato da Neo Yachts, ogni barca è diversa dalle altre. Il predecessore del Neo 430 Roma, infatti, era molto diverso, dotato di due pale del timone, una chiglia retrattile, un piano di coperta orientato alla crociera in solitario e interni più orientati alla crociera.
Mentre sono assorto in questi pensieri, arrivano Paolo e il suo equipaggio. Siamo pronti a salpare.
Prova in mare del Neo 430 Roma
Testare una barca a vela come questa è sempre un evento particolare. La gente farebbe di tutto per salirci a bordo e, infatti, una volta completate le operazioni di imbarco, siamo sette passeggeri a bordo. Un numero considerevole di velisti che, tuttavia, non appena molliamo gli ormeggi e issiamo la randa, semplicemente “scompaiono” in questo pozzetto sconfinato. Il Neo 430 Roma può, infatti, ospitare un equipaggio ancora più numeroso che, come un incantesimo di estensione inosservabile di Harry Potter, trova il suo posto a bordo senza problemi, come se fossimo su un 60 piedi.
Fuori dal porto, il vento reale soffia a 6-7 nodi e, con la sola randa (60 m2) issata, la barca scivola sull’acqua quasi alla velocità del vento.
Srotoliamo il Code O e, inutile dirlo, 
Con un AWA di 50 gradi, la barca raggiunge ripetutamente i 10 nodi, una velocità notevole anche se ciò che colpisce di più è la sua capacità di non rallentare mai. La velocità media è sempre costante, intorno ai 9,4/9,6 nodi.
Giovanni Ceccarelli e Paolo Semeraro hanno fatto un buon lavoro con questo scafo che, inspiegabilmente, riesce a sfuggire alle leggi idrodinamiche che altrimenti lo sottoporrebbero a una lunghezza al galleggiamento che sarebbe riduttivo definire dinamica. La barca va oltre la sua velocità di progetto senza mostrare il minimo accenno di abbassamento della poppa; viceversa, rimane sempre orizzontale sull’acqua, minimizzando così la superficie bagnata e, di conseguenza, la resistenza dello scafo.

Queste prestazioni sono indubbiamente rese possibili dallo speciale design delle linee d’acqua, ma c’è di più. Navigare su una barca interamente in carbonio, infatti, significa anche beneficiare di un peso complessivo di 5.700 kg, 2.800 dei quali sono posizionati a 3 metri sotto la linea di galleggiamento. Questo rapporto peso/spinta raddrizzante non solo offre eccellenti prestazioni in regata, ma si traduce anche in importanti vantaggi in crociera, come velocità, bassi angoli di sbandamento e assenza di rollio all’ancora.
Una volta ammainato il Code 0 da 125 metri quadrati, noi 
Cerco di navigare di bolina mentre Paolo si gira a guardare le vele. Vedo un tirante che chiude la scanalatura del fiocco e il carrello della randa che si sposta sottovento. Lo sbandamento aumenta mentre l’indicatore del windex assume una posizione mai vista prima. Con un TWA di 28-29 gradi, stiamo navigando a 8,8-9 nodi mentre la testa del windex indica un angolo incredibile, così irreale che trovo difficile scriverlo… un VMG assurdo per una barca che non è un prototipo da regata.
Vedo la superficie del mare scurirsi di fronte a me. Sta arrivando la prima raffica della giornata. La affronto senza esitazione mentre Paolo allenta il carrello della randa e, inutile dirlo, la barca accelera di nuovo. La velocità raggiunge i 9,4 nodi e potrei rimanere qui per sempre…
Anche il timone è un piccolo capolavoro, posizionato in una posizione più avanzata rispetto alla media e capace di una reattività istantanea, pur rimanendo sempre diretto e sincero. Ogni minima variazione impressa sul timone si trasforma in un’immediata reazione della prua: un piacere per i polpastrelli dei velisti più esigenti.
Ma il tempo passa e il sole è vicino all’orizzonte. È ora di tornare in porto. Provo una virata che il Neo 430 Roma esegue senza rallentare e continuo con la nuova virata. La velocità diminuisce istantaneamente a 8 nodi ma, in poco tempo, raggiunge di nuovo i 9 nodi mentre, tutt’intorno, la superficie del mare appena increspato riflette la luce arancione del sole al tramonto.
Per tornare in porto, dobbiamo allontanarci. Non abbiamo tempo di issare il Code O. La barca torna alla realtà e la velocità diminuisce. Stiamo navigando al traverso con il piccolo fiocco issato, con una velocità di 5 nodi con un vento reale di 7 nodi. Che barca, ragazzi….
Una volta in porto, avviamo il motore, un piccolo fuoribordo da 30 CV che è più che sufficiente per uno scafo e un peso del genere. A velocità di crociera e controvento raggiungiamo più di 7 nodi, una prestazione che consente un facile movimento in totale assenza di vento perché – ma lo avete già capito – con il Neo 430 Roma, non avrete mai bisogno di avviare il motore.
Interni del Neo 430 Roma
Gli interni del Neo 430 sono strutturali e completamente personalizzati. L’armatore può scegliere tra tre possibili versioni: Loft, con un ampio open space a prua; Cruise, con tre cabine e due bagni; Comfort (la mia preferita), con un’enorme cabina armatoriale con doccia separata, una spaziosa cabina VIP e un locale tecnico/cabina armadio di inestimabile valore sia in crociera che in regata.
Il modello in prova ha tre cabine, un bagno e un tavolo da carteggio sovradimensionato. Entrambe le cabine di poppa, così come i posti a sedere nella dinette, sono disposti con tre letti di dimensioni adeguate e coperture antirollio, perfette per dormire di bolina durante le regate.
Scendendo sottocoperta, il contrasto del bianco con le finiture in carbonio a vista è immediatamente sorprendente. È di grande effetto e conferisce agli interni un aspetto raffinato, minimal e grintoso.
Altrettanto degni di nota sono i vani portaoggetti. Tutto in questa barca è sfruttato per riporre oggetti sia piccoli che ingombranti che trovano una perfetta collocazione nelle reti laterali che, molto meglio dei “pesanti mobili alleggeriti”, svolgono la loro funzione lasciando le cabine in ordine . Una menzione speciale va al frigorifero del pozzetto che, dotato di motore ispezionabile, fondo in carbonio e chiusura, è enorme e bellissimo.
Inoltre, gli interni strutturali offrono uno spazio extra, paragonabile per dimensioni a quelli che si trovano comunemente su barche più grandi. Sono anche facili da pulire e, naturalmente, non invecchiano con il passare degli anni.
Conclusioni
Il Neo 430 Roma rappresenta un passo avanti nell’evoluzione del concetto di cruiser-racer. Prestazioni che fino a ieri pensavate fossero una prerogativa esclusiva delle regate pure sono ora accessibili a tutti i velisti appassionati che vogliono impegnarsi con successo nelle regate o che semplicemente preferiscono la vela al motonautismo.
Questa barca si distingue per la sua capacità di esprimere le prestazioni di un racer puro (con molti concorrenti lasciati indietro) pur rimanendo sempre semplice, controllabile e sicura. Una caratteristica unica per questo segmento di barche.
Specifiche tecniche
| Superficie velica di bolina | 105 m2 |
| Superficie velica di poppa con gennaker | 230 m2 |
| Randa | 60 m2 |
| Fiocco | 45 m2 |
| Code 0 | 125 m2 |
| Gennaker | 170 m2 |
| Concept | Neo Yachts & Composites |
| Costruttore | Neo Yachts & Composites |
| Progettista | Ceccarelli Yachts Design |
| Lunghezza (LOA): 13,06 mt | 13.06 m |
| Lunghezza (LWL) | 11.80 m |
| Larghezza (Bmax) | 4.06 m |
| Pescaggio | 3 m (1.6 m con chiglia mobile) |
| Dislocamento | 5.700 kg |
| Peso della chiglia | 2.800 kg |
| Acqua | 200 l |
| Carburante | 100 l |
| Motore | Saildrive 30 hp |
| Categoria | CE A – Oceano |
| Equipaggio | 10 max |






















